Itinerari della Grande Traversata Elbana
- Itinerario da Cavo a Buraccio
- deviazione itinerario da Buraccio per Capoliveri
- Itinerario da Buraccio a Literno
- Itinerario da Marmi a Pomonte.
- in alternativa l'itinerario da Filicaie a Patresi.
Cartina Grande Traversata Elbana
Grande Traversata Elbana
La Grande traversata Elbana (GTE) è l'itinerario principale che attraversa l'isola. Da esso è possibile partire dall'estremità nord di Capo Vita per giungere ai paesi della costa occidentale, passando sui rilievi che formano l'ossatura dell'Elba.
La durata complessiva richiede non meno di 22 ore complessive di cammino, senza considerare le necessarie soste. Ovviamente è consigliabile affrontarla a spezzoni giornalieri.
Occorre per tener presente che dal punto di partenza a quello d'arrivo delle varie tappe che qui vengono descritte le distanze sono significative.
Quindi una tappa può essere ulteriormente divisa in spezzoni giornalieri, a seconda delle possibilità o dei tempi. Di positivo c' che l'inizio e l'arrivo sono in paesi o comunque su strade provinciali, e quindi vicini a fermate dell'autobus che possono riportarci alla destinazione voluta.
Va detto per che se d'estate le corse degli autobus sono molte, negli altri mesi si riducono sensibilmente. Di buono c' anche che dal GTE si staccano numerose deviazioni, alcune delle quali permettono di raggiungere paesi o strade provinciali.
Anche se i tracciati sono ben marcati da segni biancorossi e da cartelli indicatori, è indispensabile dotarsi di una cartina dei sentieri. Soprattutto non va sottovalutata la zona del monte Capanne. Mai considerarla una semplice collinetta: le possibilità di perdersi, di calcolare male i tempi o altre sorprese sono sempre in agguato.
Per ogni percorso occorre portarsi sempre una buona scorta d'acqua, indifferentemente dalla stagione, poiché le fonti lungo i tracciati sono pochissime, se non assenti. Anche il massiccio del Capanne, se affrontato d'estate, riserva poche risorse idriche.
All'inizio di ogni percorso le condizioni meteorologiche vanno sempre considerate. Sulle alture, dopo la pioggia, le rocce ricoperte di licheni possono rivelarsi insidiose.
In inverno il monte Capanne può ricoprirsi di neve o rivoli d'acqua possono ghiacciare: per quanto suggestivo è meglio non avventurarsi sulle ripide giogaie granitiche.
In estate va considerato il fattore temperatura: nelle ore pi calde affrontare molti sentieri dalla vegetazione bassa può risultare svantaggioso.