Il paesaggio del tratto Cavo–Buraccio
Il percorso parte da Cavo, all'estremità nord-orientale dell'Elba, e guadagna quota tra leccete, pinete e macchia mediterranea. Nei pressi del paese si incontra la deviazione per il Mausoleo Tonietti, edificio liberty progettato da Adolfo Coppedè: è un elemento riconoscibile del paesaggio, ma non coincide con il proseguimento della GTE.
La traversata continua verso la sella della Solana e il Monte Grosso. I tratti più aperti offrono viste su Cavo, Cerboli, Palmaiola e sul canale di Piombino; allo stesso tempo espongono al sole e al vento. La discesa dal Monte Grosso è ripida e richiede attenzione sul fondo roccioso.
Da Cavo al Monte Grosso
La salita lascia gradualmente il paese e attraversa la vegetazione dell'estremità nord-orientale. Seguire i segni della GTE e non le indicazioni numeriche delle vecchie descrizioni.
Dalla Parata all'Aia di Cacio
Dopo il Monte Grosso si raggiunge la zona della Parata e si prosegue verso le pendici del Monte Serra. Gli incroci con strade e sentieri locali rendono indispensabile la cartografia aggiornata.
Monte Strega e Monte Capannello
Il crinale tocca il Monte Strega, 426 metri, e il Monte Capannello, circa 405 metri. Il panorama abbraccia i versanti di Rio e Portoferraio, mentre il terreno può essere sconnesso e privo d'ombra.
Cima del Monte e Buraccio
Superata la strada del Volterraio, la GTE sale alla Cima del Monte, 515 metri, quindi scende verso il Monte Castello e la zona del Buraccio.
Indicazioni pratiche
Questo settore è lungo e alterna salite, discese ripide e tratti esposti. Occorrono calzature da trekking, acqua sufficiente e protezione dal sole. La valutazione va fatta sull'intera tappa ufficiale Cavo–Porto Azzurro, non sul solo segmento descritto qui.
Per la mountain bike non si deve seguire automaticamente il tracciato escursionistico: il CAI Elba mette a disposizione una traccia modificata specifica per MTB. Eventuali alternative su strada vanno verificate prima della partenza.






