Torre della LinguellaTorre della Linguella Isola d'Elba Isola d'Elba

Isola d'Elba / Torre della Linguella

Posizione: Torre della Linguella

Si trova sull'estremità della punta omonima, che chiude a ferro di cavallo, insieme al molo del Gallo, la darsena di Portoferraio.

Si raggiunge facilmente, percorrendo tutta la calata.

L'accesso all'area esterna è aperto solo occasionalmente (spesso comunque nella stagione turistica). L'ingresso all'interno invece è limitato a particolari occasioni, soprattutto mostre, a cui sono adibiti i locali della torre. La maggior parte di esse si svolge in estate.

L'edificio

La torre è di forma ottagonale, a tre piani con soffitti a volte, più la piattaforma superiore in cui un tempo si aprivano le cannoniere. Oggi infatti la struttura non più l'orinale, in quanto pesantemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, e ricostruita non proprio fedelmente. Per esempio l'ingresso principale era quello al primo piano che guarda la darsena, e non l'attuale centrale e al piano terra, molto più recente.

Per la sua forma, che richiama la bocca di un martello, prende anche il nome di torre del Martello. Torre del Passanante invece deriva dal nome dell'attentatore al re Umberto I, che qui fu recluso quando era adibita a bagno penale.

La torre sembra emergere dal mare stesso: il seminterrato è addirittura sotto il livello del mare, tanto da subire spesso allagamenti, specialmente durante le alte maree.

La struttura è uno dei capolavori architettonici medicei a Portoferraio. così la descrive Amelio Fara: La torre camerinesca della Linguella ha una forma geometrica pura, ed è straordinario l'accostamento del marmo ai mattoni. Rappresenterà uno dei paradigmi più ricchi di significato per gli ingegneri militari fino alla prima metà del secolo XIX.

La storia

La torre della Linguella è il terzo caposaldo del sistema difensivo di Portoferraio, con i forti Stella e Falcone. Fu costruita dopo questi due, ma a differenza di essi è opera esclusiva di Giovanni Camerini. Il primo architetto della piazzaforte, Giovan Battista Bellucci, l'aveva progettato come semplice riparo a forma di revellino. Invece il successore realizzerà un autentico capolavoro. Nel dicembre 1548 vennero impiegati duecento guastatori per preparare il terreno, in marzo aperte le fondamenta e in luglio iniziata la costruzione. Nei lavori di restauro del 1950 venne alla luce la lapide in pietra serena che ricordava la fondazione: Cosimo de' Medici duca di Firenze d fondamento l'anno MDXLVIIII a d VIIII luglio.

Nel 1550 fu installata una catena che dal fianco della torre raggiungeva il molo del Gallo, precludendo l'imbocco alla darsena. Era lunga 135 metri, formata da tavole unite da anelli in ferro.

Alla fine del XVII secolo il granduca di Toscana Ferdinando II dette ordine di rinforzare l'area della Linguella, poiché riteneva la torre troppo isolata. così nel 1683 furono iniziati i lavori al bastione di San Cosimo (quello che guarda il mare aperto, detto anche Santa Teresa), sotto la direzione del dinamico governatore di Portoferraio Mario Tornaquinci, che sopraelevò un braccio fortificato esistente e terminò l'opera nel 1689. Oggi del bastione rimangono i resti sconvolti dai bombardamenti dell'ultima guerra.

L'altro baluardo è il San Francesco, che guarda verso la darsena. Inizialmente la difesa di questa parte era risolta da una palizzata, che Tornaquinci terrapien e rafforzò con una cortina nel 1693, chiamando l'opera la Cianca. Solo nel 1746, con un ulteriore rafforzamento voluto dal nuovo granduca Francesco Lorena, prender una forma più compiuta e il nome di San Francesco, in onore del monarca. Il bastione che oggi vediamo è una ricostruzione del dopoguerra, dato che l'originario fu raso al suolo dalle bombe. Fu ricostruita anche la graziosa garitta settecentesca.

Torre della Linguella fronte mare Torre della Linguella lato mare Torre della Linguella mura esterne Torre della Linguella Garitta San Francesco

La nuova regolarizzazione della zona portò all'apertura di un piccolo fossato che separò l'area della Linguella dal resto della piazza. Esso era attraversato da un piccolo ponte levatoio. Per circa due secoli si protrasse questo distacco.

Nello stesso periodo furono costruiti anche edifici vari per impiantarvi una tonnara. Nella seconda metà del Settecento gli stessi edifici vennero destinati al bagno penale. L'apertura di esso sancì la fine dell'importanza militare della Linguella. Il carcere fu chiuso nel 1942, quando il luogo fu dovuto evacuare per i danni dei bombardamenti, e mai riaperto. In esso passarono molti celebri briganti, alla fine dell'Ottocento, anarchici, agli inizi del secolo successivo, e antifascisti, sotto la dittatura.

Nel dopoguerra, con la ricostruzione, l'area della Linguella mutò radicalmente. Già nel 1932 era stata costruita la capitaneria di porto. Negli anni 1950 fu restaurata la torre e ricostruito il bastione San Francesco; negli anni successivi fu la volta degli edifici dell'ex bagno penale, che venne adibito per gran parte a museo archeologico. In anni recenti furono intrapresi scavi sistematici anche per salvare dall'oblio la villa romana che sorge in questa area.

Curiosità

Come detto nel capitolo storico la Linguella è stata anche sede di un bagno penale. così lo descrive Sebastiano Lambardi: Il detto bagno è tenuto con tanta pulizia, ordine e disposizione che non sembra già un bagno, o un ergastolo di miserabili condannati, ma al vederlo pare un convento di quieti e tranquilli religiosi. Forse la situazione non era così idilliaca, ma sicuramente era migliorata rispetto ai primi tempi, quando le sollevazioni dei carcerati erano frequenti e costringevano i governatori a intervenire.

Dal carcere passarono molti ospiti illustri, di solito condannati a lunghe pene e per reati gravi, in quanto si era guadagnato la fama di penitenziario fra i più duri d'Italia. Sicuramente il più famoso è Giovanni Passannante, il cui nome verrà associato alla torre. Il ventenne anarchico aveva tentato di uccidere il re Umberto I con un coltello rudimentale. Ma tra lui e il monarca si era frapposto Cairoli, che aveva preso la coltellata nella gamba. Fu condannato all'ergastolo e la sua reclusione così descritta da Arrigo Petacco: Era una cella buia, situata due metri sotto il livello del mare. Passannante vi aveva vissuto dal 1881 al 1889, restando sempre legato a una catena che gli consentiva di fare appena cinque passi. Naturalmente, otto anni di quella vita erano stati più che sufficienti a rendere completamente pazzo il giovane attentatore lucano, e nell'89 Passannante era stato trasferito nel manicomio criminale di Montelupo. Da allora nessuno subirà l'inumanità della detenzione nella tremenda segreta.

Non solo agitatori anarchici scontarono le loro malefatte alla Linguella, ma anche briganti. Il più famoso è Carmine Donatello, meglio noto come Crocco, che aveva impresso il marchio sull'Italia negli anni 1860. Nel 1873 fu condannato a morte, pena poi commutata ai lavori forzati l'anno seguente.

Sotto il regime fascista vi furono deportati molti detenuti politici. Fra di essi spicca il futuro presidente della repubblica Sandro Pertini, che poi fu trasferito al carcere di Pianosa.

Foto: Torre della Linguella

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