La tomba etrusca scoperta a Poggio nel 1899
La scoperta di una tomba etrusca a Poggio, avvenuta nel 1899, è importante per ricostruire la storia antica dell'Elba occidentale. I reperti furono dispersi tra collezioni e depositi e soltanto nel corso del Novecento documenti, fotografie e materiali archeologici permisero di ricomporre una parte della vicenda.
Nel 1914 Antonio Minto, allora responsabile della Soprintendenza archeologica di Firenze, scrisse a Federico Mellini a proposito delle “Antichità Del Buono”. Nel 1920 il latinista Remigio Sabbadini rese pubblica la notizia: sotto la villa appartenuta a Pilade Del Buono era stata trovata una tomba dalla quale provenivano numerosi vasi; uno, di stile arcaico, gli era stato donato.
Reperti di epoche diverse
Nel 1983 Benedetta Adembri riconobbe tra i materiali conservati a Firenze frammenti di coppe ioniche databili tra la fine del VII e l'inizio del VI secolo a.C. Una fotografia dell'archivio della Soprintendenza documenta inoltre una parte del corredo con ceramiche datate intorno al 300 a.C.
L'insieme suggerisce che il luogo funerario sia stato utilizzato in momenti diversi, per circa tre secoli. L'autore ritiene più coerente con la testimonianza di Sabbadini parlare di una singola tomba importante, non di un piccolo cimitero ricavato in più cavità naturali. La posizione esatta e l'architettura del sepolcro, tuttavia, non sono state identificate con certezza.
La tomba di Poggio mostra quanto il patrimonio archeologico dell'Elba dipenda anche dalla rilettura di vecchi archivi e materiali conservati lontano dal luogo di ritrovamento. La distinzione tra dati documentati e interpretazioni resta essenziale per non trasformare una scoperta importante in una ricostruzione più precisa di quanto consentano le fonti.
Luoghi e approfondimenti collegati
Continua la lettura attraverso le guide dedicate ai luoghi e agli argomenti di questa pagina. I racconti e le informazioni storiche non sostituiscono la verifica degli accessi e delle condizioni attuali.



