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Capitolo 6 di 10

Il secolo spagnolo all'Isola d'Elba

Porto Longone, lo Stato dei Presidi e un'isola divisa

La divisione politica dell'Elba, Porto Longone e il controllo spagnolo nel quadro delle potenze mediterranee fra Seicento e Settecento.

Forte Focardo Porto Azzurro

Tre governi sulla stessa isola

All'inizio del Seicento l'Elba era già divisa tra il territorio mediceo di Portoferraio e i domini dei principi di Piombino. Nel 1603 la Spagna avviò la costruzione di una grande piazzaforte a Longone, l'attuale Porto Azzurro. Da quel momento sull'isola convivevano tre aree soggette a governi differenti.

La fortezza di San Giacomo dominava la rada di Longone e controllava una posizione utile alle rotte tra la penisola italiana, lo Stato dei Presidi e il Regno di Napoli. Il presidio spagnolo non occupava tutta l'Elba orientale, ma un distretto strategico organizzato intorno al porto e alle sue difese.

Porto Longone e lo Stato dei Presidi

Porto Longone entrò nel sistema dello Stato dei Presidi, il complesso di piazzeforti costiere amministrato attraverso il vicereame di Napoli. La presenza militare modellò l'abitato, i collegamenti e l'economia locale. Accanto ai soldati vivevano artigiani, commercianti, pescatori e famiglie legate alle necessità della guarnigione.

Nel 1646, durante la guerra franco-spagnola, una spedizione francese conquistò Porto Longone dopo un assedio. La Spagna organizzò la riconquista nel 1650 e riprese la fortezza. Questi eventi mostrano che il porto elbano non era un avamposto marginale, ma un punto conteso nello scacchiere mediterraneo.

Nel 1659 fu costruito Forte Focardo sul lato opposto del golfo, per rafforzare il controllo dell'accesso marittimo. La fortificazione prende il nome dal governatore che ne promosse la costruzione e completa ancora oggi il paesaggio storico della baia di Porto Azzurro.

Il Settecento e i cambi di sovranità

La guerra di successione spagnola cambiò nuovamente gli equilibri. Nel 1707 lo Stato dei Presidi passò sotto il controllo austriaco; nel 1736 entrò nei domini dei Borbone di Napoli. Portoferraio restava invece legata al Granducato di Toscana, mentre il resto dell'isola apparteneva ancora al Principato di Piombino, ormai governato dai Boncompagni Ludovisi.

Le frontiere interne influivano su amministrazione, fiscalità e vita quotidiana. Le comunità condividevano lo stesso spazio geografico ma rispondevano ad autorità diverse. Fortificazioni, toponimi e assetto dei centri costieri sono le testimonianze più visibili di questa lunga divisione.

La fine dell'isola divisa

Il sistema entrò in crisi con le guerre rivoluzionarie e napoleoniche. Tra la fine del Settecento e i primi anni dell'Ottocento occupazioni e passaggi di sovranità prepararono l'unificazione amministrativa dell'Elba sotto la Francia. Il periodo è approfondito nel capitolo sull'Elba tra Rivoluzione francese e Napoleone.

Fonti e approfondimenti

Testo storico originale di Andrea Galassi; revisione editoriale e aggiornamento delle fonti, 2026.

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