Un secolo di incursioni e conflitti
Nel Cinquecento l'Isola d'Elba si trovò al centro dello scontro tra Impero, Francia e potenze mediterranee. Le incursioni delle flotte barbaresche colpirono soprattutto i centri meno difesi, costringendo le comunità a cercare rifugio nei borghi d'altura e nelle fortificazioni.
Nel 1534 un attacco guidato da Khayr al-Din, conosciuto in Europa come Barbarossa, devastò il settore orientale dell'isola. Il villaggio minerario di Grassera fu distrutto e abbandonato; le ricerche archeologiche permettono oggi di ricostruire parte della vita quotidiana e delle attività metallurgiche di questo centro scomparso. Altre scorrerie seguirono nel decennio successivo, mostrando quanto l'Elba fosse vulnerabile.
La fondazione di Cosmopoli
Per proteggere i traffici toscani e creare una base navale nel Tirreno, Cosimo I de' Medici ottenne il controllo del porto del Ferraio e nel 1548 avviò la costruzione di una nuova città fortificata. Il nome ufficiale, Cosmopoli, celebrava il duca; nell'uso comune continuò però a prevalere Portoferrario, da cui deriva Portoferraio.
Il progetto sfruttava la forma naturale del promontorio e della darsena. Le fortezze Falcone e Stella, la Torre della Linguella e la cinta bastionata componevano un sistema unitario, affidato a tecnici e architetti al servizio dei Medici, tra i quali Giovanni Camerini e Giovan Battista Bellucci. La città non era soltanto una guarnigione: accoglieva abitanti, artigiani, funzioni civili e attività portuali.
Cosmopoli è ancora oggi il nucleo del centro storico di Portoferraio. Camminare tra la darsena, le scalinate e le fortezze permette di leggere il rapporto tra architettura militare e paesaggio che rese la piazzaforte una delle opere difensive più importanti del Mediterraneo cinquecentesco.
L'attacco franco-ottomano del 1553
Nel 1553 una flotta franco-ottomana comandata da Dragut attaccò l'Elba. Gran parte dell'isola subì nuove devastazioni, mentre Cosmopoli resistette grazie alle fortificazioni appena costruite. L'episodio confermò l'efficacia del progetto mediceo, ma aggravò le difficoltà delle comunità rimaste fuori dalla piazzaforte.
Gli accordi del 1557 definirono un nuovo equilibrio: Portoferraio e il territorio immediatamente circostante rimasero ai Medici, mentre Piombino e il resto dell'Elba tornarono agli Appiani. Questa separazione non fu temporanea e preparò la successiva presenza spagnola a Porto Longone.
Fonti e approfondimenti
- SIUSA - Ministero della Cultura: Comune di Portoferraio
- Infoelba: Cosmopoli, la città di Cosimo I de' Medici
- Treccani: Isola d'Elba
- G. Vanagolli, Turchi e barbareschi all'Elba nel Cinquecento, 1997.
Testo storico originale di Andrea Galassi; revisione editoriale e aggiornamento delle fonti, 2026.
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